Montelupo Fiorentino
Museo Archeologico e della Ceramica

  Il Museo Archeologico e della Ceramica è stato inaugurato nella sua configurazione attuale nel 1989 e si articola su due grandi partizioni tematiche: l’archeologia del territorio e la storia della ceramica di Montelupo.
La prima sezione è preceduta da un’esposizione didattica nella quale si evidenziano le trasformazioni dei quadri ambientali di quest’area del Medio Valdarno Fiorentino e vengono presentati i risultati di oltre un ventennio di scavi e ricerche topografiche, grazie alle quali si è venuta formando a Montelupo una delle più importanti collezioni di Preistoria dell’intera Toscana, ma anche una vasta documentazione dei molti siti protostorici, etruschi e romani del Medio Valdarno Fiorentino.
Nei due piani superiori il museo conserva le testimonianze di scavo relative alla produzione della ceramica in Montelupo dalle origini di quest’arte (tardo XIII secolo) sino alla fine dell’Età Moderna.
 

L’esposizione, preceduta da una sezione introduttiva sulla tecnologia e sulle trasformazioni tipologiche della ceramica medievale e moderna, inizia con le prime produzioni in maiolica arcaica, per proseguire con i manufatti risalenti al ‘400, i quali attestano il primato che Montelupo va acquisendo tra i centri ceramici della Toscana. La produzione, quasi esclusivamente in maiolica, si ispira allora ai prestigiosi vasi smaltati di area valenzana (soprattutto di Manises), da cui si affranca progressivamente negli ultimi decenni del secolo.
Nei numerosi manufatti rinascimentali esposti si evidenzia una vasta rete di committenza, spesso sottolineata dagli stemmi di importanti famiglie nobiliari. Una crisi che si fa sempre più grave, per divenire irreversibile verso la metà del Seicento, porta alla creazione di generi con decorazioni limitate e di minor costo. Emblematici della divaricazione che viene creandosi tra produzione colta e popolare in questo periodo sono gli arlecchini, un genere figurato che, pur derivando da uno stile colto (l’istoriato), finisce per divenire un genere popolare nel quale spesso si rappresentano gli eroi di un mondo paesano e contadino.

 

 

 


 


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