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Fucecchio
Il Museo di Fucecchio
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Fondato nel 1969, è stato riaperto nel 2004 nella nuova sede di Palazzo Corsini, un edificio signorile di origini trecentesche, contiguo al vasto parco con i resti del castello altomedievale di Salamarzana e della trecentesca Rocca Fiorentina.
La sezione archeologica, dopo un’introduzione sull’evoluzione dell’ambiente e della fauna nel corso del Plio-Pleistocene, espone reperti dal Paleolitico all’età del Bronzo mentre, per l’ampio arco cronologico corrispondente all’età etrusca e romana è documentata la presenza di abitati sparsi, tra cui acquistano rilevanza alcuni dati epigrafici da Cappiano. |
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Seguono la descrizione dell’insediamento feudale di Salamarzana e i reperti e la ricostruzione della casa del XII secolo scavata sul Poggio Salamartano nel 1984, in un quadro territoriale composto di abitati sparsi e da una rete stradale (il cui l’asse centrale è la via Francigena) servita dalle prime strutture ospedaliere. Il centro abitato, tra l’età comunale e il XVIII secolo, è descritto nei suoi edifici e nei manufatti in uso, nella produzione di ceramiche graffite e nei mulini.
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La sezione storico-artistica ospita dipinti di Berlinghiero, dello Scheggia, fratello di Masaccio, di Zanobi Machiavelli e Giovanni Larciani. Tra gli oggetti d’arte minore sono presenti avori e argenti dal XII al XIX secolo e paramenti sacri confezionati con stoffe fiorentine, veneziane e francesi del XVII-XIX secolo. Nell’ultima sala è infine esposto un nucleo di dipinti e bronzi donati dall’artista fucecchiese Arturo Checchi (1898-1971).
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La collezione naturalistica, esposta al secondo piano, fu composta dal medico Adolfo Lensi tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, con esemplari da lui stesso raccolti nell’area del padule, tra cui sono presenti specie rare o estinte in Italia.
Il museo offre attività educative permanenti, cicli di incontri, stage per studenti liceali e universitari, mostre temporanee e produce strumenti didattici a stampa e multimediali consultabili nelle postazioni al pubblico. Svolge inoltre, in accordo con le competenti Soprintendenze, le Università e le varie istituzioni culturali, il ruolo di presidio e valorizzazione per i beni culturali del territorio con attività di prevenzione, documentazione, restauro, studio e sensibilizzazione.
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