Empoli
Museo della Collegiata

  La nascita del Museo della Collegiata di Sant’Andrea di Empoli risale al 1859. Nel corso degli anni esso ha avuto vari ordinamenti, l’ultimo dei quali risale al 1990. Al piano terra la prima sala è allestita nell’antico Battistero, dove si conserva il fonte battesimale, opera di grande raffinatezza commissionata a Bernardo Rossellino nel 1447. Tra gli affreschi spicca il Cristo in pietà di Masolino, capolavoro dell’artista che operò a Empoli nel 1424. Nella sala attigua al Battistero è conservata la raccolta di sculture, opere databili tra la fine del Duecento e il Settecento. Tra queste le opere più significative sono il tondo con la Madonna col Bambino, già attribuito a Tino di Camaino e oggi collegato alla produzione giovanile di Giovanni Pisano, e la scultura lignea di Francesco di Valdambrino raffigurante Santo Stefano.
 

Giunti al primo piano si accede alla pinacoteca, distribuita in quattro ambienti. I dipinti provengono oltre che dalla Collegiata, dalle chiese del territorio, ma in alcuni casi sono frutto di donazioni private, a testimoniare l’interesse che la cittadinanza ha sempre mostrato verso il museo.
Le prime due sale offrono una raffinata panoramica della pittura fiorentina fra Tre e Quattrocento. Significativi i dipinti di Niccolò di Pietro Gerini, di Agnolo Gaddi e di Lorenzo di Bicci e della sua bottega, tra le più attive per la committenza empolese. La seconda sala ospita alcuni tra i capolavori del museo: oltre ai due trittici di Lorenzo Monaco, la piccola Maestà di Filippo Lippi.
Si passa quindi alle due ultime sale, che offrono un percorso che va dalla seconda metà del Quattrocento ai primi decenni del Seicento. Qui si conservano i due monumentali tabernacoli dei Botticini, quello di San Sebastiano, al centro del quale troneggia la marmorea scultura del santo, opera di Antonio Rossellino, e quello del Sacramento. Di grande interesse è poi l’Incredulità di San Tommaso di Jacopo da Empoli. Tra le terrecotte invetriate conservate nella loggia di particolare interesse il tondo con l’Eterno Padre benedicente in gloria di Andrea della Robbia.
Il percorso museale prosegue nella vicina Chiesa di Santo Stefano, eretta dagli Agostiniani a partire dal 1367, nella quale sono conservati resti di sinopie e affreschi di Masolino, una splendida Annunciazione di Bernardo Rossellino e pregevoli dipinti del Seicento toscano.
 
 

MuVe Museo del Vetro
  Il Magazzino del sale, edificio recentemente restaurato nel cuore di Empoli ed oggi sede del MuVe, costituisce di per sé una preziosa testimonianza della storia della città di Empoli; la massiccia struttura in laterizio, forse secentesca, che si affaccia su Via Ridolfi - in passato denominata via del Sale - era in origine adibita alla custodia della salgemma proveniente da Volterra.
L'allestimento della collezione del MuVe, dedicata alla storica produzione del vetro, dona nuova vita all'edificio.
Una narrazione di oggetti prodotti nelle fornaci empolesi a partire dalla seconda metà del Settecento fino agli anni '70 del Novecento, e di immagini, in cui il visitatore entra nella fornace di ieri come nella fabbrica di oggi e percorre le fasi della produzione: i vetrai che si muovono per creare il prodotto, i rumori dei forni e delle macchine che si intrecciano con le voci delle persone e il bagliore del fuoco.
 

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